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CERTIFICAZIONE ANAGRAFICA E PRIVACY

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 RICHIESTA DI CERTIFICATI ANAGRAFICI DI RESIDENZA E STATO FAMIGLIA RIGUARDO A TERZE PERSONE.



Non c’è violazione della privacy da parte dell’ufficiale d’anagrafe nel rilascio di un certificato anagrafico (residenza o stato di famiglia di una terza persona). In particolare l’art. 33 del Dpr 223/89 (regolamento anagrafico della popolazione residente) stabilisce che “l’ufficiale di anagrafe rilascia a chiunque ne faccia richiesta, fatte salve le limitazioni di legge, i certificati anagrafici di residenza e stato famiglia”. Tale previsione non lede la privacy dell’interessato che, pertanto, non può opporsi al rilascio del proprio certificato a terzi; difatti il codice in materia di dati personali (la legge sulla privacy) integrato con le modifiche introdotte dal D.L. 10 agosto 2018, n. 101, recante “Disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016,stabilisce  che «La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a enti pubblici economici e la diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di legge o di regolamento» cosa che nel caso di specie è, come detto, regolamentato dal Dpr sul regolamento anagrafico. L’ufficiale dell’anagrafe che abbia rilasciato i predetti atti a chi gliene abbia fatto richiesta non è tenuto poi comunicarlo al titolare dei dati, anche se la persona cui si riferisce il certificato chiede di sapere se sono stati rilasciati a terzi certificati che lo riguardano. Le richieste dei certificati possono essere inoltrate, oltre che direttamente allo sportello, anche tramite PEC (posta elettronica certificata), comunque accompagnate da un documento di riconoscimento del richiedente; qualora i certificati siano esenti da bollo per legge il rilascio può essere assolto con la stessa modalità.